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Perché si rimane “bloccati” nella vita?

Quando “cambiare rotta” è doloroso

Perché si rimane “bloccati” nella vita?

Capita spesso di sentirsi come bloccati in aspetti della vita quotidiana: magari si vorrebbe lasciare un lavoro ritenuto insoddisfacente o abbandonare una volta per tutte una relazione distruttiva o ancora evitare comportamenti ormai cristallizzati in vera e propria dipendenza, come droghe, alcol, gioco d'azzardo, dipendenza dal sesso, etc.

Anche quando le cose vanno bene e “girano” per il verso giusto può accadere di perdere ogni motivazione di progredire nella vita, mostrando una resistenza alle nuove esperienze e rimanendo in stallo, come “intrappolati” in una sorta di “auto-sabotaggio” che impedisce di apportare cambiamenti per vedere se stessi e il mondo circostante in un modo diverso.

Spesso l’inerzia e l'inattività risultano più “comode” piuttosto che muoversi verso un cambiamento che potrebbe rivelarsi difficoltoso o anche traumatico. Nonostante alberghi la tendenza a voler apportare modifiche alla propria vita quotidiana si permane in uno stato di paralisi, una sorta di “congelamento” che crea sentimenti di impotenza, tristezza, risentimento e frustrazione verso se stessi e l'ambiente circostante.

Ciò che la persona sperimenta è un vissuto di paura del successo seguito dalla paura del fallimento, di essere visti e rifiutati ma, soprattutto, di paura della perdita e dell'abbandono: alcune persone che non si permettono di avere successo possono infatti inconsciamente avere paura di essere rifiutate e abbandonate dai propri cari. Le persone che si sentono bloccate e che inconsciamente resistono al cambiamento o alla crescita in qualsiasi area della loro vita spesso provengono da famiglie dove le emozioni sono state spesso trascurate e dove esse si sentivano come se avessero dovuto conformarsi al modo di vivere dei propri genitori, pena la minaccia di essere abbandonati.

Spesso accade che alcuni genitori siano emotivamente e/o fisicamente assenti e si trovino in difficoltà a prestare attenzione alle emozioni del proprio bambino; oppure che altri genitori abbiano loro stessi bisogno che il bambino si prenda cura emotivamente di loro, o ancora che siano intimidatori e richiestivi nei confronti della prole. A livello inconscio tali bambini si sentono delusi e abbandonati e, nonostante un desiderio consapevole di rivalsa da adulti, essi rimangono bloccati perché convinti che qualsiasi relazione con qualcosa di buono - sia che si tratti di ottenere qualcosa di buono (successo) o di trovare una buona relazione - porterà al fallimento e alla delusione.

Quindi è meglio rimanere bloccati nell'ansia e nella frustrazione di rimanere bloccati, piuttosto che cercare di migliorare o raggiungere qualcosa di buono per poi fallire e sentirsi nuovamente delusi o abbandonati. Ad esempio è il caso della donna che rimane all’interno di una relazione distruttiva ove si sente costantemente rifiutata e abbandonata e, come intrappolata, non è in grado di fuggire: nonostante il desiderio consapevole di trovare qualcuno su cui poter contare e con il quale potesse essere felice, a causa di esperienze infantili avverse, è come se essa fosse inconsciamente convinta di meritare una relazione con un partner non disponibile, come se il suo inconscio le dicesse che sarebbe troppo devastante essere abbandonata da qualcuno affidabile e buono.

Altre volte una persona può percepirsi pericolosa a causa di un implacabile senso di colpa conservato nel suo inconscio fin dall’infanzia e, sentendosi inconsapevolmente non meritevole, si ritrova a sabotare costantemente le proprie opportunità di crescita, rimanendo bloccata in una situazione di stagnazione.

Si rivela utile intraprendere una psicoterapia sotto la guida di un professionista del benessere psicologico che possa accompagnare la persona lungo un percorso di scoperta delle proprie esperienze e conflitti infantili che hanno portato ansia e stagnazione, al fine di trovare un equilibrio tale da consentire alla persona di operare scelte in modo lucido e costruttivo.

Per saperne di più o per prendere un appuntamento è possibile utilizzare l’apposito modulo oppure contattarmi via e-mail o telefono.


Dr.ssa Daria Carli Giori
Psicologa, Psicoterapeuta, Terapeuta EMDR a Sesto Calende (VA)

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